Ogni autore è anche un libero professionista (che ti piaccia o no)

La Forgia dell’Autore – Episodio 02

Caro autore, se sei ricco, annoiato e hai 30.000 follower organici pronti a comprare ogni tuo libro, puoi anche smettere di leggere.

Per tutti gli altri – cioè il 99,9% di noi – ecco la verità: nel 2025 scrivere un libro non basta. Devi diventare un libero professionista della tua stessa arte, o il tuo manoscritto lo leggeranno soltanto il tuo migliore amico e zia Carolina mossa a compassione.

🔥 Com’era una volta 

C’era un tempo — e non troppo lontano — in cui la scrittura era prerogativa di pochi, non un hobby diffuso nei feed. Prima dell’era di Amazon KDP (lanciato nel 2007) e delle piattaforme di autopubblicazione, non c’era social, non esistevano upload immediati: o ti pubblicava un editore, oppure il tuo manoscritto finiva nel famoso cassetto.

Gli editori erano i guardiani della porta: decidevano chi meritava di essere letto e chi no. Se ti sceglievano, potevi persino illuderti di essere “solo scrittore”: ispirazione, carta, penna… e il resto lo facevano loro. Ma a quale prezzo?

Accettavi di cedere una grossa fetta dei tuoi diritti e di accontentarti di royalty ridicole:

 

        • Hardcover: circa il 10–15% del prezzo di copertina;
        • Paperback: tra il 5% e l’8%.

 

Tradotto: per un libro venduto a 20 €, all’autore arrivavano tra 1 e 3 €. Non subito, naturalmente: spesso al raggiungimento di determinate soglie di vendita, con pagamenti a 60, 90 o addirittura 180 giorni. Ho conosciuto personalmente diversi autori finiti in dispute con i loro editori, alcune concluse perfino in tribunale.

Lo dico adesso e varrà per tutta la rubrica: non farò mai nomi e cognomi, quindi non chiedetemeli, nemmeno in privato.

In definitiva, un tempo potevi anche definirti “solo scrittore”, ma il prezzo da pagare era altissimo: eri l’ultimo della catena, e il meno pagato di tutti.

🚪 Le strade di oggi

Oggi lo scenario è completamente diverso. Non esiste più una sola porta da bussare, non c’è più un unico guardiano che decide se sei degno di essere letto o meno. Il digitale ha aperto una mappa di possibilità che vent’anni fa sembravano fantascienza.

 

        1. Piattaforme gratuite
          Wattpad e simili hanno permesso a migliaia di aspiranti autori di condividere le proprie storie senza spendere un euro. È un buon modo per testare idee, esercitarsi e trovare i primi lettori. Ma non illudiamoci: raramente portano soldi veri.
        2. Crowdfunding
          Una strada affascinante: trasformi i lettori in finanziatori, validando il progetto ancora prima che il libro esista. Se hai già una community pronta a sostenerti, può funzionare. Se parti da zero, rischia di restare solo un bell’esperimento.
        3. Editoria tradizionale
          La vecchia via non è morta. Distribuzione, prestigio e rete consolidata restano i suoi punti forti. Ma i compromessi sono gli stessi di sempre: percentuali basse, tempi biblici, decisioni che non dipendono da te. E attenzione: dentro questo calderone si nascondono ancora editori a pagamento che si travestono da “tradizionali”. Una trappola antica, ma sempre in agguato.
        4. Autopubblicazione
          Amazon KDP e piattaforme simili hanno ribaltato il tavolo: più libertà, più controllo, più margini. Ma c’è un prezzo: sei tu l’editore, il marketer, il distributore. È la via più faticosa, ma anche quella che ti rende davvero padrone del tuo lavoro.
        5. Servizi editoriali a contratto
          Alcune realtà serie offrono pacchetti chiari: editing, copertina, impaginazione e persino distribuzione, senza spacciarsi per editori. Se sai cosa ti serve e scegli con cura, può essere un compromesso valido. Ma, come in ogni settore, insieme ai professionisti si muovono anche i ciarlatani pronti a spennare l’ingenuo di turno.

 

Nessuna di queste strade è giusta o sbagliata a priori. Tutte possono funzionare.

La vera domanda è: tu sai cosa vuoi davvero?

Perché il punto non è quale via sceglierai: qualunque sia, sarai tu a doverla percorrere. E se pensi ancora che basti scrivere e il resto arrivi da solo, non stai ragionando da autore: stai collezionando illusioni.

🚀 La mentalità da startupper

Essere uno scrittore nel 2025 significa ragionare come uno startupper, o se preferisci come un libero professionista che apre partita IVA. Non basta aver creato l’opera, devi anche decidere come portarla al pubblico e avere il coraggio di seguire la strada che hai scelto con disciplina e dedizione.

E qui sta il punto: non ti dirò mai cosa scrivere — quello è il tuo territorio sacro, il frutto del tuo genio creativo. Sarebbe ridicolo mettersi a dire a un artista quale arte dovrebbe produrre per “vendere meglio”: ci hanno provato in tanti, compresi gli editori che di marketing sembrano capire sempre meno, ma di questo parleremo in un altro episodio.

Il vero nodo è ciò che accade dopo la scrittura.

Hai finito il tuo libro? Bene. Ora devi imparare a presentarlo, promuoverlo, difenderlo.

 

        • Se punti all’editoria tradizionale: sai proporre la tua opera a un editore?
        • Se ti arriva un contratto: sei capace di leggerlo, coglierne le implicazioni, capire i tuoi diritti e i tuoi doveri?
        • Se lo firmi: saprai onorarlo e farlo rispettare?

 

Lo stesso vale per l’autopubblicazione: pubblicare è semplice, ma costruire un percorso credibile per raggiungere i lettori è un mestiere a sé.

👤 Chi sono io per dirtelo?

Perché dovresti ascoltare me? Bella domanda.

Ho passato quindici anni da manager, imprenditore e libero professionista, muovendomi tra settori tutt’altro che semplici: energie rinnovabili, dispositivi medicali, export, consulenza assicurativa. Ho imparato a mie spese cosa significa costruire un progetto da zero, assumersi rischi, trattare con clienti, partner e istituzioni.

Da sette anni, invece, sono uno scrittore. E in questo tempo ho collezionato ogni errore possibile: contratti sbagliati, scelte editoriali ingenue, strategie di comunicazione fallimentari. Ma da quelle cadute ho imparato, e oggi ho rifondato il mio progetto attorno a una strategia solida e interamente autogestita.

Questa rubrica nasce per risparmiarti almeno una parte delle cicatrici che porto io addosso. Seguimi, e ti aiuterò a costruire la tua strada. Capirai cosa ti serve sapere, cosa devi imparare e come trasformare la tua storia in un libro che arrivi ai lettori.

Non ti prometto scorciatoie, soltanto un po’ di verità.

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