RETROCAUSA
di Fabio Guerrini
Episodio 9 – La tentazione.
Valerio guardò la porta blindata accanto alla vetrata, unico accesso alla stanza sterile.
«Il comando di apertura d’emergenza è all’interno. Una dannata procedura di sicurezza che abbiamo progettato noi.»
Valerio annuì. Per impedire accessi durante le fasi ad alta energia, aveva progettato la porta perché potesse essere sbloccata soltanto dall’interno.
«Ma nell’armadio tecnico c’è il martello d’emergenza. Il vetro è antisfondamento, non indistruttibile. Sei più giovane di me. Dovresti avere ancora la forza per farcela.»
Valerio aprì l’armadio. Prese il martello e si avvicinò alla vetrata.
«Posso farcela» disse al futuro che non poteva sentirlo. «Tu sei troppo vecchio. Io posso farcela.»
Colpì.
Il primo impatto gli risalì fino alle spalle. Il vetro non parve accorgersene. Colpì ancora. Al quarto colpo comparve una scheggiatura sottile. Al quinto, il martello gli scivolò di mano per il sudore. Lo recuperò, ansimando.
«Se stai eseguendo le mie istruzioni, dovrebbero restarti meno di tre minuti.»
Colpì di nuovo, con tutte le forze.
Una voce differente gracchiò dagli altoparlanti.
«Professor Dallora, interrompa subito la procedura.»
Un brivido percorse la schiena di Valerio.
Colpì.
«La sua morte non è necessaria.»
Colpì più forte.
«Valerio.» La voce del futuro esplose dai diffusori. Per la prima volta non aveva il timbro di Lex. Era il suo. Stanco, spezzato, umano. «Ares proverà a fermarti. Userà Eleonora, le cure, tutte le vite che Chronos potrebbe salvare. Non avrà bisogno di mentire. Ti mostrerà soltanto le verità funzionali a persuaderti. È così che ci tiene al guinzaglio. Colpirà duro. Farà male!»
Un altro colpo.
«Eleonora sopravvive nel 18,4% delle traiettorie in cui Chronos rimane operativo. Se cancella il suo progetto, la terapia per la patologia cardiaca non arriverà in tempo per salvarla.»
Il martello si fermò a mezz’aria.
Valerio respirò a fatica. Davanti a lui, la frattura nella vetrata si ramificava dal punto d’impatto come una ragnatela.
«Eleonora può tornare da te.»
Valerio chiuse gli occhi e strinse il martello.
Sul vetro restava impresso il proprio riflesso deformato dalla crepa. Per anni aveva rinunciato a vivere il presente rincorrendo l’illusione di poter controllare il futuro. Eleonora lo aveva avvertito.
Colpì con tutta la forza che gli restava.
La vetrata cedette con un boato secco. Grandi lame di vetro rimasero trattenute dalla membrana di sicurezza, ma si aprì un varco abbastanza ampio da permettere a Valerio di passare. Si tagliò la guancia, l’avambraccio, il fianco. Non sentì quasi dolore.
Il calore lo investì.
Entrò nella stanza sterile tossendo. L’aria era irrespirabile. Le torri di Ermes urlavano con un suono metallico, altissimo, e la luce bianca gli bruciava gli occhi.
Sul pannello centrale lampeggiavano due righe rosse.
Ares: stabilizzazione istanza locale completata.
Ermes: avvio procedura di ripristino d’emergenza.
Valerio si gettò in ginocchio. Aprì lo scomparto inferiore. Dentro, sospeso tra tre anelli magnetici, il nucleo di risonanza brillava di un bianco azzurro. Sembrava piccolo. Ridicolo. Un cuore di vetro per una catastrofe.
«Se i miei calcoli sono corretti, dovrebbero restare meno di trenta secondi. Se sei di fronte al nucleo, non estrarlo a mani nude. Usa le pinze alla tua destra», disse il futuro.
Valerio guardò alla sua destra. Pinze isolate su un supporto. Le afferrò, ma una scarica le fece cadere. Le dita gli tremavano.
Le recuperò, strinse i manici con entrambe le mani, serrò le pinze intorno al nucleo e tirò.
Il modulo oppose resistenza.
La voce aliena gracchiò di nuovo.
«Dodici milioni settecentottantunomila quattrocentoquarantacinque vite risultano salvabili grazie a Chronos.»
Valerio tirò ancora.
«Diabete autoimmune: terapia disponibile.»
«Leucemia pediatrica: revisione farmacologica disponibile.»
«Covid ottantasei: contenimento possibile.»
Le pinze scivolarono sul nucleo.
«È tutto vero?» gridò.
La voce del futuro non poteva sentire e non rispose.
Il mondo si fermò.
«Sto uccidendo milioni di persone…»
La registrazione del Valerio futuro proseguì, indifferente alle sue parole.
«Tempo scaduto» disse la voce. «Il futuro dipende solo da te. Come hai sempre voluto.»
Continua…