Non importa cosa hai nelle mutande

Quando il racconto si fa vero, l’identità diventa universale

Se sei ancora in cerca della tua identità, continua pure.
Ma sappi che il fantasy, quello vero, ha molte altre priorità.

⚔️ Il fantasy non è un campo di rieducazione

C’è un’idea sempre più diffusa secondo cui ogni opera narrativa debba rappresentare tutti.
Uomini, donne, non-binarie, elfi fluidi e troll pansessuali: tutti devono trovare una copia esatta di sé in ogni storia, o sarà considerata “esclusiva”, quindi sbagliata.

Questa ossessione suona paradossalmente intollerante, prima ancora che ridicola.
Io, personalmente, sono stato Éowyn quando si alza, sola, di fronte al Re dei Nazgûl.
E sono stato Aragorn quando guida gli ultimi uomini a morire davanti ai cancelli neri di Mordor.

E sai perché?
Perché il fantasy non ha bisogno di un personaggio che mi assomigli fisicamente per farmi sentire rappresentato.
Mi basta provare la stessa emozione, la stessa tensione, lo stesso coraggio.

Se non riesci a “sentire” Éowyn perché hai un pene, o Aragorn perché hai una vagina,
il problema non è Tolkien. Il problema sei tu.

👁️ Chi tocca Tolkien e Rowling…

Il Signore degli Anelli oggi è criticato per essere “troppo bianco”.
Harry Potter perché “non abbastanza queer”.

Mentre il mondo vede sempre più guerre, sofferenze e ingiustizie,
c’è chi non riesce a vedere altro se non i trend social del momento.

Le storie che ci hanno fatto sognare vengono smontate a colpi di ideologia
perché non rispondono ai parametri “inclusivi” di chi ha paura della realtà.

Ma non è questo il compito di una storia.
Una storia deve commuoverti, farti tremare, farti incazzare.
Deve parlarti di giustizia, libertà, scelte morali, coraggio, sconfitta, perdono, amore e infinito.

Ed è proprio perché lo facevano senza filtri che quelle saghe sono diventate eterne.

🧱 Quando il fantasy era per tutti

LOTR, Narnia, Earthsea, Mondo Disco, Harry Potter
Storie immense, epiche, vive — e sì, davvero per tutti.

Non perché cercavano di far contenti tutti.
Erano per tutti perché erano vere.

Oggi tutto è pensato per soddisfare un segmento di mercato.
Si fanno casting a tavolino, si scrivono dialoghi come fossero post social.

Eppure, se togli tutte le etichette, le bandierine, le categorie create per facilitare il lavoro al marketing…
quello che resta è che siamo tutti esseri umani.

Quando smetteremo di farci dividere in gruppetti a cui servire il mangime migliore,
quando capiremo che non siamo uomini, donne, gay, neri, asiatici, bianchi — ma persone,
solo allora torneremo a parlare di bene vs male, rettitudine vs viltà, altruismo vs egoismo, amore vs odio.

💩 Le porcherie moderne e il pubblico fantasma

The Rings of Power, La Ruota del Tempo, Shannara Chronicles
Milioni di dollari bruciati in progetti senz’anima, costruiti per un pubblico che non esiste.

Eravamo in fila, carte di credito in mano, pronti a comprare ancora una volta le storie che ci hanno emozionato.
Ma ci hanno rifilato personaggi senz’anima, storie scollegate, universi fantasy che sembrano spot pubblicitari di resort a Las Vegas.

Il pubblico non ha rifiutato le “novità”.
Ha rifiutato le forzature, la banalità, la vuotezza di significato.

💥 Phaedra fa il contrario

Nel mondo di Leggende di Phaedra:

  • Le ragazze che diventano comandanti lo fanno per merito, dopo anni in accademia.
    Non sono “uomini con la vagina”, restano femminili. E per questo ancora più forti.
  • Il patriarcato si trasforma naturalmente in matriarcato, senza ideologie.
    Non serve forzare: serve capire cosa ha senso nella storia.
  • Gli uomini sono uomini veri, pieni di difetti, ma capaci.
    E a volte anche eroici. Senza bisogno di essere ridicolizzati.
  • Il razzismo e la segregazione esistono, come in ogni mondo vero.
    Sono motori di conflitto, strumenti di potere, e fonte di dolore.
    Non si cancellano cambiando l’accento o il colore della pelle.

In Phaedra non si edulcora la realtà per renderla comoda.
La si mostra per ciò che è: brutale, meravigliosa, contraddittoria, vera.

🗣️ E adesso parliamone.

Se anche tu sei stanco di romanzi anestetizzanti, vuoti, preconfezionati
allora parliamone.

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Il fantasy è il genere più libero che esista.
Ma oggi il mercato sembra aver paura della verità.

Ha ancora senso raccontare storie,
quando il mondo vuole solo sentirsi dire ciò che già pensa?

 

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