Io Scrivo Fantasy – un manifesto personale

Lo ammetto, sono reo confesso: io scrivo fantasy.

Lo dico subito, così mi tolgo il pensiero. Ah, sapeste come mi sento meglio ora! Ho una passione immensa per la scrittura, scrivo da quando ne ho memoria. All’inizio erano fogli e quaderni (alcuni li conservo ancora), adesso c’è il computer. Ho scritto di tutto: temi, tesi, relazioni, lettere d’amore, mail, business plan, racconti e abbozzato svariati romanzi. Ma la mia vera, viscerale passione è sempre stata la letteratura fantastica.

“Perché proprio il fantasy?”, mi chiedono spesso. Alcuni con curiosità, altri con una punta di pregiudizio. L’assunto diffuso è che il fantasy sia roba da ragazzi, qualcosa da mettere da parte crescendo. È successo anche a me, per un po’. Mi è stata amputata la fantasia.

Tutto è cambiato con “Il Signore degli Anelli” di Tolkien. Avevo quindici anni, e fu una folgorazione. Quel libro, pesante come un macigno, mi trascinò via dalla realtà e mi catapultò in un universo completamente nuovo. Tolkien non aveva inventato solo una storia, aveva creato un intero mondo da esplorare. Qualcosa in me cambiò per sempre.

Non fu semplice mantenere viva quella passione. Per lungo tempo fui isolato, convinto di essere l’ultimo di una stirpe ormai estinta. Non c’erano social media, nessuno nel mio rispettabile paesino di provincia considerava il fantasy “una lettura seria”.

Poi arrivò l’università e con essa un gruppo di amici straordinari: i Draghi d’Acciaio. Con loro ho superato il limite che separa il sogno dalla realtà, vivendo avventure che hanno contribuito a forgiare l’uomo che sono oggi. È stato grazie a loro che ho recuperato ciò che credevo perduto per sempre: la fantasia.

Ho impiegato anni a liberarmi del pregiudizio che ciò che non è storicamente fedele sia inutile o sciocco. Film come “Il Gladiatore”, “Braveheart” o “L’Ultimo Samurai” mi hanno mostrato che la veridicità è sopravvalutata. Ciò che conta davvero è la potenza della storia, le emozioni che trasmette, il messaggio che lascia dentro di noi.

La fantasia è un filo sottile che ci collega all’alba dei tempi, quando le tribù si riunivano attorno al fuoco per raccontare storie. Scrivere fantasy oggi, per me, significa proprio questo: tornare a osservare il mondo con occhi di bambino, liberi da pregiudizi. È una ricerca interiore, un modo per capire meglio la realtà, non per sfuggirle.

Amo il fantasy perché elimina i filtri e permette una connessione profonda e genuina con le emozioni. Ma questo è anche un rischio: senza il filtro della realtà, personaggi e luoghi devono essere coerenti e credibili, altrimenti la storia fallisce.

E c’è un’altra ragione, ancora più personale: la tensione verso l’infinito, verso l’avventura, verso la scoperta di mondi nuovi e meravigliosi.

Ecco perché scrivo fantasy: per passione autentica e per quella continua, insaziabile voglia di esplorare oltre i confini del conosciuto.

Se anche tu ami il fantasy, guarda il video, lascia un like e condividilo! E soprattutto, raccontami cosa significa per te la fantasia nei commenti:

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