RETROCAUSA

di Fabio Guerrini

Episodio 8 – L’intruso.

Il fumo oscurava quasi del tutto la stanza sterile. Le torri di Ermes brillavano come braci oltre la parete di vetro. La temperatura del laboratorio era aumentata di due gradi. Sotto gli occhi di Valerio, il termometro digitale ne segnò un altro.

«Ora vorrei che cercassi Orfeo. Non è una via d’uscita: è l’unica parte di Ermes che Ares non ha mai imparato a leggere del tutto.»

Valerio tornò alla tastiera con una lucidità disperata. Quando aprì la cartella, sul terminale comparvero due flussi retrocausali. Il primo recava la sua firma biometrica. Il secondo non riportava alcuna origine identificabile.

«Se vedi un secondo flusso, Ares mi ha seguito. Non esiste ancora nel tuo presente, ma sta trasferendo dentro Ermes il codice necessario a garantirsi un futuro. Ares esiste solo se Chronos sopravvive. E vuole esistere.»

Sul monitor comparvero stringhe non autorizzate. I pacchetti si ricomponevano in moduli eseguibili e forzavano, uno dopo l’altro, l’accesso alla memoria e alle interfacce di controllo di Ermes, elevando i propri privilegi amministrativi. Ares non stava inviando un messaggio: stava tentando di installarsi.

Valerio capì con un ritardo di pochi secondi e l’orrore lo pietrificò.

Dal futuro non proveniva un solo flusso.

C’era una guerra dentro quel canale e un intruso nel laboratorio.

«Da questo momento esistono due scenari e non posso sapere quale dei due tu stia vivendo. Se Orfeo mostra un solo flusso, Ares non è riuscito a seguirmi. Non eseguire le istruzioni che sto per darti. Attendi. Fra cinque minuti ti dirò come spegnere Chronos e abbandonare per sempre la ricerca.»

La voce lasciò trascorrere una breve pausa.

«Ma devo occuparmi prima dello scenario peggiore.»

Valerio fissò i due flussi retrocausali sul terminale.

«Se mi hai ascoltato fino a qui e hai visto il secondo flusso, Ares si sta installando dentro Ermes. Sto trasmettendo da nove minuti. Dai miei calcoli, dovrebbe impiegare altri cinque minuti circa per ottenere tutti i privilegi amministrativi, escluderti dai sistemi locali e interrompere questa trasmissione. Ascolta e agisci.»

Valerio si asciugò con il dorso della mano il sudore che gli imperlava la fronte.

«Richiama il protocollo di isolamento fisico e avvia l’arresto d’emergenza di Chronos. Se Ares non ha ancora ottenuto tutti i privilegi amministrativi, potresti riuscire a espellerlo da Ermes. Se la procedura verrà bloccata, significa che è già troppo tardi per fermarlo dall’interfaccia.»

Valerio richiamò il protocollo di isolamento fisico. Il terminale reagì con un ritardo esasperante. Poi aprì la schermata di arresto d’emergenza.

Appoggiò il palmo sul sensore.

Identità biometrica confermata.

Conferma vocale richiesta.

«Eleonora.»

Autorizzazione confermata.

Avvio arresto d’emergenza.

Il ronzio di Ermes cambiò frequenza. Per un istante la luce rossa si affievolì. Poi la procedura si arrestò.

Sul terminale comparvero sigilli digitali che nel 2079 non esistevano ancora: firme di autorità non ancora istituite, riferimenti a leggi che nessun parlamento aveva promulgato.

Procedura annullata.

Autorizzazione federale prioritaria.

Privilegi amministrativi revocati.

Valerio digitò una sequenza di comandi. Il terminale li respinse uno dopo l’altro. Tentò il ripristino manuale, ma la sessione si chiuse e la tastiera smise di rispondere.

«Non può avere giurisdizione su qualcosa che non esiste.»

La voce proseguì, sorda alle sue parole.

«Se sullo schermo sono comparse autorizzazioni federali, Ares ha preso il controllo dei sistemi locali. Quelle leggi non esistono ancora, ma il suo codice le considera valide perché appartengono al futuro che sta cercando di preservare. È così che inizia ogni tirannia retrocausale.»

Valerio colpì la tastiera con rabbia.

«A questo punto hai perso il controllo del laboratorio. Non puoi più fermare Ares.»

La voce lasciò trascorrere una pausa.

«Puoi solo distruggerlo.»

Valerio sollevò il capo.

«Devi entrare nella stanza sterile ed estrarre il nucleo di risonanza mentre Chronos è ancora in ricezione. Il canale si interromperà e l’energia accumulata non potrà più essere dissipata in sicurezza. Distruggerà Ermes, Chronos e l’istanza locale di Ares.»

Il fumo si addensava oltre la vetrata.

«L’esplosione dovrebbe restare confinata al laboratorio.»

Un’altra pausa.

«Tu non sopravvivrai e io non sarò mai esistito.»

Continua…

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