Sotto il Velo d’Inverno – Il Popolo che non Dimentica

❄️ Tra Silenzi e Ghiacci

Ci sono popoli che si annunciano con il clangore dei tamburi e il luccichio degli stendardi. Altri che si muovono leggeri, e lasciano dietro di sé solo impronte nella neve. Gli Uronith appartengono a questa seconda stirpe.

Nascosti tra le isole e le coste ghiacciate del nord, al limite del mondo conosciuto, hanno scelto l’isolamento come forma di sopravvivenza. Non vivono in città, non costruiscono torri né palazzi. Le loro case galleggiano, i loro templi sono i boschi, i ghiacci, i venti.

Pochi li hanno incontrati. Ancora meno hanno avuto il privilegio di parlare con loro. E quasi nessuno può dire di comprenderli davvero.

Nel tempo delle vicende narrate nella saga, gli Uronith sono un popolo separato, lontano. Eppure, il loro passato si intreccia con quello degli altri popoli di Phaedra, e il loro ritorno sulla scena non è un capriccio: è un segno. Un presagio.


🧭 Le Radici Perdute

Gli Uronith non sono sempre vissuti nell’ombra. Antichi documenti testimoniano un’epoca in cui condividevano la terra e il destino con gli altri popoli di Phaedra. Vivevano, commerciavano e stringevano alleanze, proprio come gli ergon, i nontyriani e i nekarith.

Poi qualcosa si spezzò, nessuno sa con certezza cosa accadde. Antiche pergamene parlano di un tradimento, di una sciagura che li afflisse nella Prima Era. Si dice siano stati loro a scegliere l’esilio, ma la verità rimane sepolta tra le pagine di antichi tomi dimenticati.

Quel che è certo è che si ritirarono nel profondo nord, tra i ghiacci e le nebbie, e che da allora hanno custodito in silenzio un ricordo che non vogliono, o non possono, obliare. Vivono come se il tempo si fosse fermato. Come se la ferita fosse ancora aperta.

Forse è proprio questo che li rende diversi: non cercano vendetta, non cercano gloria. Solo memoria.


⛵ Vele tra i Ghiacci

È raro incrociare le navi uronith in mare aperto. Le loro vele triangolari non lasciano quasi mai lo stretto tra il Doeren-Thain e il Doeren-Eth. Solo d’estate, quando i ghiacci si ritirano, danzano leggere tra gli iceberg, là dove le acque libere sfiorano il confine del gelo eterno.

I pochi marinai che li hanno incontrati raccontano di imbarcazioni sottili e silenziose, di equipaggi composti da uomini e donne, e di capitani schivi che si limitano a salutare da lontano, senza una parola.

Si dice che siano organizzati in clan, simili agli ergon, ma più inclini alla collaborazione che al conflitto. E si sa, con certezza, che esistono due regni: il Doeren-Eth, il regno dei boschi, rappresentato dal larice d’oro, e il Doeren-Thain, il regno dei ghiacci, simboleggiato dal lupo d’argento.

Gli Uronith possono apparire come ombre del passato, vele fantasma sui mari del nord. Eppure, il loro ritorno riecheggia in molte tra le leggende di Phaedra.


🌫️ Custodi del Silenzio

Gli Uronith non chiedono di essere ascoltati e non alzano la voce.
Non cercano alleati, non vogliono testimoni. Passano silenziosi, come le chiglie leggere delle loro navi quando sfiorano l’acqua.

Ma sotto quel silenzio vi è l’onore di antiche tradizioni.
Una memoria troppo viva per spegnersi.
La memoria di un tempo che non è mai passato.

E se un giorno tornano a mostrarsi,
non sarà per parlare. Sarà per ricordare al mondo ciò che ha voluto dimenticare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto